I Camillas

 

carissimo,

I CAMILLAS sono un gruppo italiano. Con tutto ciò che ne consegue.

Ovviamente non in termini di riferimento ad una tradizione, nè di inserimento in un qualche artistico filone. No.

La musica italiana è quella che accade in Italia e così I CAMILLAS.

Sorti, come i tulipani e le fresie, dagli AERODYNAMICS (fantasmagorico gruppo dei primi 2000, un disco fuori per Snowdonia, chiamato COURMAYEUR), in una tiepida serata prenatalizia del 2004 sono apparsi ed hanno iniziato a suonare e cantare.

Canzoni minime, pop con la frasetta assassina che ti si stampa dentro, facce di cuore dietro ai microfoni. Animali, amori bruciati e passioni senza riposo, desideri buttati lì come se fosse arrivata la fine del mondo (come se arrivasse sempre, in ogni istante) forse ci mancavano dei sentimenti appoggiati così, tra le persone, e lasciati giocare. Forse no.

Vedi, è un gioco continuo di dentro e fuori la "rappresentazione rock". No, basta dai, niente concetti. C'è che si divertono molto a stare lì e si vede.

2 fratelli, Zagor e Ruben Camillas, che si impegnano oltre ogni limite di sudore. Tastiera, chitarra, tamburo, cembalo cercando di fare fin dove si può.

Alla fin fine hanno fatto molti concerti in giro per l'Italia. Perfino il Tago Fest 2007. Perfino un concerto sulla riva del mare. Perfino il matrimonio di Jeanluc chitarra X Mary. Perfino lo spettacolo di fine anno della I D  scuola media Galilei. Il Tafuzzy Day 2007. E poi in un appartamento nei carugi di Genovamatteo. Ed il Microfestival, San Marino all'estero, la Senigallia dei marinaigai, il nordico tour di Castelfranco Veneto/Monzambano/Casalpusterlengo, gli X-MARILLAS ...

E pure un cd EP, registrato a Milano Cernusco nello studio di RobiRUNI, masterizzato da RiccardoUOCHITOKI e EsseSPRINZI. Sono importanti gli amici, più importanti di myspace, perchè gli amici succedono, capitano nei posti e li fanno essere più belli e I CAMILLAS sono per le cose che succedono: everybody in the palco!!!

Interrogato sul da farsi, Zagor Camillas annusò l'aria con attenzione e si strofinò la testa più volte e con sempre maggiore intensità. Ruben aspettava in fondo alla sala, lanciando palline di mollica del pane contro i microfoni. I suoni erano ovattati e dolcissimi e volevano prenderli con le mani.

Beh, allora che fate? Ci state??. Era impaziente, sempre più impaziente. Si guardarono veloci e fecero sì con la testa, accompagnando il gesto con flebili sibili e poi due sgargianti sorrisi. Mai fare aspettare il Rocknroll...

il cugino

Erode Camillas

Contatti:

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sito http://camillas.altervista.org/