L'occhio del diavolo

Scritto da: D.D.

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Sve 1959


All'inferno Satana ha un fastidioso orazaiolo e per curarlo invierà sulla terra Don Giovanni e il suo servitore per prendersi la verginità di una giovane donna alle soglie del matrimonio.

Il film prende spunto da un proverbio irlandese che dice, come si legge nella didascalia iniziale: "la verginità di una giovane è come un orzaiolo nell'occhio del diavolo". Commedia del grande regista svedese Ingmar Bergman a tratti biografica, essendo lui stesso figlio di un pastore protestante, e in questa pellicola è presente proprio un pastore in crisi che anticipa il futuro quasi-capolavoro Luci d'inverno. Film che rappresenta un'eccezione nella filmografia del cineasta: infatti si tratta di une delle sue pellicole poco impegnate dove dimostra la sua spiccata ironia.
La scenografia della parte introduttiva è volutamente teatrale come del resto tutto il film che è diviso in tre atti. Troviamo dei rimandi alla Commedia di Dante: Don Giovanni sconterà la propria pena infernale con un classico e azzeccato contrappasso. Il film si basa su dialoghi pungenti (anche se non del tutto adeguati per questa commediola), come vuole la poetica del maestro scandinavo che poggia su dialoghi di spessore "che fanno il film". Di certo non rappresenta una delle opere più lodevoli della fulgida carriera del regista, ma comunque è una discreta commedia ben articolata anche se non lineare, nella quale tuttavia si può vedere il talento indiscusso di Bergman.
Questa ben fatta opera vagamente teatrale è per il regista un ritorno alle proprie origini, avendo iniziato la sua brillante carriera come regista al Teatro Reale di Stoccolma (in seguito ne diventò il direttore). Il film è tratto da un testo radiofonico del danese Oluf Bang, mentre il personaggio narrante della commedia è interpretato da Gunner Bjornstrand, l'alterego cinematografico di Bergman.