Una storia vera

Scritto da: marc

Questo utente ha pubblicato 140 articoli.

di David Lynch

Dopo averci spiazzato e disorientato con un film allucinato come Strade Perdute in cui lo stesso cardine di una sceneggiatura, ovvero l'identità personale del protagonista, viene a mancare, nel 1999 Lynch compie una scelta ancora più coraggiosa e dannatamente fuori moda (perlomeno nel cinema hollywoodiano di oggi): raccontare una storia vera, semplice, lineare (The Straight Story). L'ultrasettantenne Alvin Straight decide, nonostante l'età, gli acciacchi e la sua difficoltà di deambulazione, di visitare il fratello Lyle con cui non parla da dieci anni a causa di una lite. Sin qui nulla di strano se non che Lyle vive ad oltre 500 km di distanza e Alvin per percorrerla si serve di un vecchio trattorino tagliaerbe. Una Storia Vera è "un road movie a 10 km orari", come ha scritto qualcuno che in più di un'occasione rende omaggio al John Ford di Furore. Un film sulla malinconia e consapevolezza della vecchiaia costellato da personaggi positivi e gente comune che aprono il loro cuore e si commuovono di fronte a questo disarmante, bizzarro e forse ridicolo vecchietto, dotato però di una grande dignità e capace di osservare il mondo nella sua essenza: semplice, genuina e pura. Un mondo depurato perciò da qualsiasi forma di cinismo, rancore o frustrazione: visione delle cose che può appartenere solo a chi è già consapevole di avere i giorni contati. In piena era da "tecno-stress" nella quale siamo sempre in corsa per conoscere le nuove scoperte della tecnologia, terrorizzati dall'idea di essere tagliati fuori, Lynch ci offre un inno alla lentezza: ecco che le inquadrature aeree dei campi di grano vengono ripetute all'infinito, accompagnate da una splendida e sempre uguale colonna sonora firmata Badalamenti che non si vergogna di far commuovere lo spettatore (anche qui all'infinito). Intendiamoci: The Straight Story è lontano anni anni luce dal buonismo superficiale delle produzioni Disney o, peggio ancora, dei vari film-fazzoletto dove Julia Roberts ci mette sempre lo zampino: si tratta di un film morale nel senso più alto di questo termine (per niente moralista quindi), che ci fa vedere le cose attraverso gli occhi di un uomo che si sta per fondere (e ne è serenamente cosciente) con la sua stessa terra, lentamente ma anche impassibilmente. Voglio concludere con un'espressione non mia: "The Straight Story è un capolavoro, dritto come la linea di spartitraffico, elementare come la vecchiaia". E le stelle stanno a guardare.

 

Commenti   

 
dalse
0 # Musicadalse 2011-02-27 13:13
dato che l'ho appena rivisto, aggiungo che la colonna sonora è ad opera di angelo badalamenti, che prosegue la fortunata collaborazione con lynch iniziata con velluto blu e passata attravarso la fortunata serie twin peaks. leggevo da qualche parte nelle scorse settimane che ha firmato anche la colonna sonora di nightmare 3, forse il più bello della saga
Rispondi