Storia immortale

Scritto da: D.D.

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Fra 1968

Il vecchio e malato mercante Clay vuol far vivere una vecchia leggenda che parla di un vecchio ricco signore che assolda un giovane marinaio per fargli passare una notte d'amore con la giovane moglie (che in questo caso pero sarà una donna che si presta al gioco per denaro) e dargli la paternità.
Breve ma intenso film (solamente 58 minuti) del grande Orson Welles che oltre a dirigere interpreta la parte del ricco Clay con la sua consueta maschera inscrutabile. Il regista dirige con l'abituale maestria questo film che è anche la sua prima opera a colori. Film tratto dall'omonimo racconto di Karen Blixen che si trova nella raccolta Capricci del destino. Il film è essenziale: al suo interno non vi si trovano inutili ghirigori. Questa favola romantica è raccontata, volutamente, con toni bassi. Il mercante Clay vuole sfidare e sconfiggere l'immaginazione con l'arroganza dei denari; Clay è un uomo concreto che ama i fatti e non tollera "le finzioni e le profezie". Il film si chiude con le parole del tirapiedi del vecchio mercante: "Quando si vuole qualcosa al punto di non poterne fare a meno, se non si riesce ad ottenerla, è tremendo: ma quando la si ottiene, diventa ancora più tremendo": questa è la morale che Welles aggiunge al racconto della Blixen. Il regista americano vuole mostrare allo spettatore una nuova puntata dell'eterna lotta tra il mondo della finzione e la realtà.
In questo piccolo capolavoro molto cupo di Welles la protagonista è la splendida, anche se con qualche anno di troppo, e bravissima Jeanne Moreau. Anche se il film è girato in Spagna riesce a rendere alla perfezione l'ambientazione di una Macao immobile. Il film è stato prodotto per la televisione francese. In conclusione si può dire che questo è un meraviglioso film di un genio assoluto della cinematografia mondiale.