Marisa la civetta

Scritto da: D.D.

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Ita/Spa 1957

Marisa, una barista di una stazione ferroviaria di provincia, fa la civetta con svariati ragazzi: un marinaio, un capo stazione, un calciatore e un ferroviere. Chi la conquisterà definitivamente? La regia è ad opera di Mauro Bolognini con la sceneggiatura dell'ecclettico poeta P. P. Pasolini con l'ausilio del regista stesso e di Tatina Demby.
Filmetto godibile senza particolari pretese che però si lascia vedere benino, scorre discretamente anche se resta insipido. Questa graziosa e gioiosa commediola ha il pregio di contenere qualche buon dialogo e qualche buona battuta che ha il merito di non essere mai banale e sciocca, ma nulla di più. Il finale della storia è scontato, ma tutt'altro che fuori luogo: Marisa alla fine sceglierà il fidanzato e la sua scelta cadrà sul ragazzo che fin dalle prime sequenze si capiva che avrebbe fatto capitolare la bella e caratteriale "ragazza della stazione".
La nota più lieta di questo film è il contorno della storia: vedi il ballo nella pizzeria popolare, i vecchi che guardano e commentano le giovani del popolane impegnate nel ballo domenicale, i discorsi dei marinai sulle ragazze (naturalmente). Nonostante il tono spensierato della storia si intravedono dei bei momenti che ci permettono di osservare una società che si sta avvicinando agli anni '60 e quindi, inevitabilmente, in via di cambiamento. In questo film solare e in qualche modo frivolo sono da segnalare i bei scorci e le immagini di Civitavecchia e alcuni esterni romani. Per l'ambientazione, alcune situazioni, battute e dialoghi nelle borgate si evince l'inconfondibile mano del primo Pasolini sia cinematografico che letterario. Brava e bella Marisa Allasio nei panni della civetta. Divertente il "regazzino" Fumetto amico, confidente e socio di Marisa. Nel cast troviamo Polidor, il grandissimo clown amato da Fellini.