L'asso nella manica

Scritto da: D.D.

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U.S.A. 1951

Un giornalista fallito scopre un uomo imprigionato in una miniera: monterà un colossale scoop solo per arricchire il suo prestigio giornalistico e il proprio portafogli.
Film diretto da Billy Wilder che con questa prova accantonerà la regia di film con taglio drammatico per dedicarsi, con altrettanti risultati fortunati, alle commedie meno impegnate. Il protagonista Kirk Douglas fin dalle prime battute si dimostra un arrivista con una grande fama di successo; più avanti scopriremo anche la sua propensione al cinismo e al non farsi scrupoli davanti a niente. Film che descrive molto bene l'accanimento morboso del pubblico per i fatti di cronaca nera che i mass media ci propinano (ultimamente la televisione e la carta stampata ci hanno bombardato con immagini e dichiarazioni di cordoglio per il piccolo Tommy, rapito e poi ucciso nei dintorni di Parma).
Forte atto d'accusa alla spettacolarizzazione dei drammi della gente da parte degli organi destinati a fare informazione, agli scoop fini a se stessi e a un giornalismo sensazionalistico che sta incominciando a prendere piede nella America del regista e che, purtroppo, verrà esportato anche in Europa e in Italia, toccando le vette più alte e stupide nel ventunesimo secolo (questo nefasto atteggiamento, soprattutto nell'italietta attuale, sembra aumentare giorno dopo giorno e non si riesce a vederne la fine). Bellissimo film americano con un finale nè scontato e nè "all'americana". La regia è volutamente fredda e asettica rendendo il film piuttosto cinico; risulta molto attuale oltre che intelligente grazie ai temi trattati e al modo in cui vengono svolti.
Il film grazie alla sua bellezza si avvicina al capolavoro assoluto del regista Viale del Tramonto. La recitazione dei due protagonisti (Kirk Douglas e Jan Sterling) in qualche scena risulta datata per l'eccessiva enfasi, dando un impressione di forzatura eccessiva. Il titolo originale è The Big Carnival (Il Grande Carnevale) e, ancora una volta, la traduzione in italiano non riesce a centrare il film come nell'originale: infatti quello che si scatena intorno alla cava dove l'uomo è imprigionato è un vero e proprio carnevale con tanto di ruota panoramica montata, in pochissime ore, per l'occasione e la gioia dei turisti con indole macabra.