Lettera da una sconosciuta

Scritto da: D.D.

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U.S.A. 1948

La storia si svolge a Vienna intorno al 1900, come annuncia la didascalia a inizio film, dove una giovane ragazza di nome Lisa si innamora perdutamente di un giovane talentuoso musicista con il vizio delle belle donne e della bella vita.
Tratto da un romanzo di Stefan Zweig, la regia è di Ophuls con la sceneggiatura di Koch. Il film, che inizia con l' arrivo di una lettera che Lisa scrive al suo innamorato e con la lettura di questa missiva, viene svolto dall'utilizzo di numerosi e continui flash back. Drammone strappalacrime che tenta di commuovere anche lo spettatore più cinico e insensibile. E' senza dubbio uno dei film più romantici e sentimentali della storia del cinema. Ophuls esegue un grandissimo ritratto cinematografico di una donna (resa bene da Joan Fontaine nella parte della romantica e cocciuta Lisa) confermando il suo inconfondibile tratto elegante e leggero con una regia equilibrata, come di consueto, che riesce a non dilungarsi e a utilizzare scene ad effetto cercando la lacrima della spettatore.
Ricorda i drammoni strappalacrime, che sbancarono i botteghini negli anni '50, etichettati sotto il nome neorealismo rosa di Raffaello Matarazzo (però con molta più grazia). La scenografia è molto apprezzabile grazie a una dovizia di bei particolari ben realizzati e assemblati. Uno dei maggiori pregi di questo bel film è che riesce a non essere troppo moraleggiante (non so quanti registi sarebbero stati capaci di non scivolare su questo punto). La Vienna ricostruita in studio che appare sullo sfondo della narrazione è semplicemente magica.
Da segnalare l'omaggio all'Italia che il regista concede facendo decantare, al viveur Stefan, l'elogio al vino e al vitigno Valpolicella.