Andrea Vercesi - The Little Match Girl

Postato in Yasta la Vista

Scritto da: Athos_Enrile

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Andrea Vercesi The Little Match GirlAutoprodotto, 2022

 

 

 

Ho ascoltato in anteprima il nuovo progetto di Andrea Vercesie vorrei dare qualche indicazione, vista l’imminente pubblicazione (3 dicembre-anche sulle maggiori piattaforme digitali).

 

 

L’impegno musicale di Andrea arriva da molto lontano, toccato agli inizi dalla musica dei Jethro Tull la cui opera, nel tempo, gli ha dato spunto per realizzare un suo sentiero, tenendo sempre in evidenza l’aspetto acustico e una certa predisposizione alla gestione del lavoro in piena autonomia.

La sua gavetta, un certo battere il terreno basato sui tributi live e sulla musica dei miti del passato, non gli ha impedito di sviluppare una via del tutto personale, che spesso trova approvazione nel suo mentore Ian Anderson, come dimostrato da un commento che propongo a fine articolo.

Nei prossimi giorni verrà rilasciato "The Little Match Girl", ed è stato proprio Vercesi, qualche mese fa, a svelarmene il contenuto, oltre a propormi l’ascolto dei brani: “Trattasi di una sorta di concept impostato sulla fiaba di Hans Christian Andersen "La piccola Fiammiferaia. I testi sono una mia rielaborazione dell’originale, ma non ho voluto travisare troppo la favola, dando però spazio al suo significato profondo. In sintesi, l'ho pensato come un lavoro concettuale, quasi come se fosse un musical.

Per quanto riguarda gli aspetti meramente musicali, ho cercato di sottolineare i momenti di pathos presenti nella storia accentuando certe trame sonore, occupandomi in prima persona di tutti gli strumenti e della programmazione del batterista "virtuale" di LOGIC (Apple). Susanna Lecce si è occupata di alcune parti vocali e dei cori oltre ad avermi dato una mano per alcuni arrangiamenti. Successivamente mi sono accorto di alcuni punti deboli per quanto riguardava la parte ritmica e così mi sono affidato a Sergio Ponti per quanto concerne la batteria.

Ho anche inviato il tutto anche ad Anderson, il quale ha dimostrato apprezzamento per la qualità dei brani.”

 

 

Riascoltando i pezzi a distanza di qualche mese, evidenziando l’ovvio miglioramento tecnico e la cura dei particolari, confermo il mio giudizio iniziale, positivo, su cui incide, anche, la mia predilezione per il folk rock; però, ripercorrendo la mia prima idea, mi pare che vada sottolineata una certa originalità, proprio a partire dalla concettualità dell’album, solitamente utilizzata in altri ambiti musicali.

Palese l’assonanza con il mondo “Jethro Tull”, senza che peraltro intervengano forzature che possano spingere in quella direzione, una via che sarebbe stata agevole da percorrere, in modo quasi naturale, e che avrebbe potuto trasformarsi in un tranello.

Il racconto sonoro si snoda sul melange di aspetti acustici ed elettrici, così come il gioco vocale che rimbalza tra l’autore e Susanna Lecce; esiste anche una sezione solo strumentale che mi pare abbia un significato preciso, essendo “l’entrata e l’uscita”, con il meraviglioso intermezzo di “Walking Alone”.

Le liriche sono lineari, proposte in lingua inglese, e, riascoltando il tutto, si fortifica la convinzione che ci sarebbe “materia per la scuola”, almeno in quella che idealizzo io, nel tentativo di avvicinare i giovani alla musica di qualità.

Partendo da molto lontano e da esperienze di spessore, Vercesi si propone come esempio di autarchia musicale - di questi tempi, forse un’esigenza, ma ruolo in cui Andrea si trova a meraviglia - e ci regala una chicca, frutto di “sudore e competenza”, da cui estrapolo un brano attraverso un video significativo che ci propone la title track.

Un album gradevole, di cui non ci si stanca mai, da proporre dal vivo in veste elettrica, senza rinnegare la chitarra acustica, vera compagna di tutta una vita!

 

 
 TRACKLIST:

 

01 - INTRO (THE STORY BEGINS)

02 - THE LITTLE MATCH GIRL

03 – SLIPPERS

04 - A CRADLE WITH A SLIPPER

05 - WALKING ALONE

06 - BOXES OF MATCHES

07 - PICTURE OF MISERY

08 - IN A CORNER

09 - ANOTHER MATCH

10 - BUNDLE OF MATCHES

11 – OUTRO

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Il commento di Ian Anderson