Godspeed you! black emperor - Luciferian towers (2017)

Postato in Let It Bleed

Scritto da: Alberto Calorosi

Questo utente ha pubblicato 1301 articoli.

Godspeed you black emperor Luciferian towersLabel: Constellation

Issued: 2017

 

 

 

 

 

 

Sgretolare le luciferine torri del potere. Grattacieli. Centri direzionali. Nei (dis)suoni eternamente autoperpetranti percepirete una incombente sensazione di matematico caos. Una sorta di antiouverture sinistra e vagamente jazz-lizard-crimsoniana. Undoing a luciferian towers. Sbarazzarsi incontrovertibilmente di quella disgustosa moltitudine umana costituita da incravattati egemoni del potere. Bosses hang. Ben fatto. Sì. Nel trionfale anthem introduttivo (poi ribadito in chiusura) potrete assaporare qualcosa come il 40% delle canzoni rock di vostra conoscenza (due a caso delle mie: With a little help from my friends nella versione di Joe Cocker e A new day for love di Neil Young), sempre che siate disposti a perdonare a voi stessi l'aver erroneamente paragonati i G-Y!-B-E a qualcosa di lontanamente rock. Fam/famine. Nel carestioso ground zero terzomillennaristico riscontrerete un necessario minimalismo post-apocalittico, denso e funereo. In chiusura, l'anti-inno della dissoluzione occidentale, forse dell'intera umanità. Finalmente, vien da dire. Anthem of no state. L'unica composizione in cui ravviserete quell'incedere necessariamente epico che riconoscete nei G-Y!-B-E che imparaste ad amare quindi anni fa. L'unica in grado di donarvi una certa emozione sottocutanea.

 

Sì però avrei fretta: Anthem for no state