Peter Gabriel - Scratch my back (2010)
Label: real world
Issued: 2010
Self-gnolosità (Heroes), preteschi parlottamenti (The power of the heart) e una reiterata, pietosa ricerca di qualunque forma di contatto empatico con l'ascoltatore. Ma l'effetto vocale complessivo risulterà quello del solito grizzly ferito che si lamenta dietro un cespuglio, lo stesso che conoscete fin dai tempi di Red rain. Pretenziose dissonanze finto chamber-music (Mirror ball, Street spirit e tutto il resto del disco) alla Björk-dal-quarto-disco-in-avanti, solo occasionalmente architettoniche (My body is a cage; le vestigia sonore diroccate dal vento che pennellano la discreta Listening wind), alternate a quella specie di autolesionista bracconeria solo voce e piano (cioè grizzly e piano) in grado di impallinare qualunque canzone a prescindere dalla sua intrinseca maestà (se ricordate Here comes the flood versione Peter Gabriel I vs. versione Shaking the tree allora confrontate pure The boy in the bubble con l'originale di Paul Simon). Dodici insignificanti cover quasi sempre peggiorative e ricambiate dagli autori con altrettanta diffusa leggerezza nella seconda parte del progetto...
Sì però avrei fretta: Listening wind