THE PROJECT HATE MCMXCIX - Armageddon March Eternal

Postato in Il Pozzo dei Dannati

Scritto da: franz

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(Threeman Recordings/Audioglobe) 2005

voto: 85

# PER CHI ASCOLTA: Cyber Death, ...And Oceans, Fear Factory e The Provenance

I Project Hate sono un gruppo davvero strano per il sottoscritto: premesso che possiedo tutti i loro lavori, e questo che vado a recensire rappresenta il loro quarto cd (se escludiamo il live "Killing Helsinki"), non ho ancora ben capito se mi piacciono oppure no, mi spiego meglio... la band in taluni frangenti, trovo che abbia idee meravigliose e le riesca anche brillantemente a mettere in atto, in altre parti scadono ahimè, in trame già sentite migliaia di volte e li trovo così anonimi. Il loro genere sicuramente non è tra i più semplici da interpretare, perchè capace di spaziare da un death feroce a momenti di insospettata atmosfera con la voce dell'angelica Jo Enckell a rendere il tutto più soave. La band se non lo sapete, abbraccia tra le sue fila, Jörgen Sandström, già conosciuto per le sue mortifere vocals sui primi tre album dei Grave e poi bassista di Entombed e ora membro dei Vicious Art; vi è poi il polistrumentista Lord K. Philipson e Petter S. Freed alla seconda chitarra, oltre alla già citata Jo alla voce femminile. Come già accaduto in passato, accanto al crudo cover-artwork o a titoli non proprio ortodossi (quasi da brutal-gore band), si celano invece gradite sorprese nei solchi partoriti da questo stralunato gruppo. Cercherò di chiarirvi meglio che razza di sound ci propongono i Project Hate: fondamentalmente su riffs e basi tipicamente death si gioca il duello tra la voce eterea di Jo e i latrati di Jörgen in cui si vanno poi ad inserire una serie di influenze provenienti da un po' tutti gli ambiti metal. Suoni spaziali cibernetici, sulla scia dei Fear Factory e breaks elettronici si amalgamano alla perfezione con atmosfere doom disarmonico/avantguardistiche (simili all'ultimo lavoro dei The Provenance); ma non è tutto, perchè frammenti di black sinfonico alla Dimmu Borgir o echi alla Arcturus sono captabili in questo eterogeneo e originale lavoro, un vero caleidoscopio di forme, suoni e colori. Vi aggiungo un'altra cosa: la produzione, pulita e potente, è ad opera di Dan Swano nei suoi Square One Studios; ciò vi deve garantire una eccezionale resa sonora di questo album. 65 minuti di suoni avvolgenti e bizzarri, la perfetta colonna sonora dell'Armageddon. Ora tutto mi è più chiaro: i Project Hate mi piacciono, eccome...

# MOMENTO D'ESTASI: gli insospettabili cambi di tempo posti ovunque nel disco.

# PELO NELL'UOVO: alcuni anonimi passaggi di brutal death metal e la durata eccessiva di alcuni brani.