Intervista a Massimo Bruno-Record Runners, di Luca Paoli

Scritto da: MAT2020

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INTERVISTA A MASSIMO BRUNO
di Record Runners (Varese)

Di Luca Paoli

 
Quando e come è nata la tua passione per la musica?
 
Fin da piccolo. A casa mia si ascoltava sempre musica. Mio padre la domenica mattina si metteva ai fornelli per cucinare il pranzo della domenica ed era sua abitudine ascoltare Duke Ellington, Billie Holiday, Ella Fitzgerald e Glenn Miller. Io mi svegliavo con i profumi degli arrosti al rosmarino e con quelle dolci note nell’aria; da ragazzo ascoltavo alla radio Carlo Massarini e Raffaele Cascone (trasmissioni come Popoff e Per voi Giovani).
 
Quando hai deciso di aprire un negozio di dischi?
 
Ho lavorato più di 20 anni come dipendente in un grosso negozio di dischi. Poi ho mollato per stanchezza e sono partito per circa due anni per navigare come marinaio e skipper su barche a vela fra Mediterraneo, Atlantico e Caraibi. Logorante...
 
Da quanto tempo hai aperto il tuo negozio?
 
Quando sono tornato ho dato vita al mio negozio: qui in città non c’è il mare… Era il 2001 quindi 19 anni fa.
 
 
 
Come hai deciso di strutturarlo, nel tempo?
 
Nell’arco degli ultimi 20 anni di attività ho cercato di non cedere alla musica commerciale pagandone le conseguenze in termini di fatturato, ma sono contento di averlo fatto, ho tenuto duro e ora il mio negozio è uno dei pochi specializzati della provincia, ma potrei tranquillamente e serenamente allargare i confini geografici.
 
Che tipo di clientela hai, e quali generi musicali ti richiede maggiormente?
 
Ho sempre creduto nel vinile e credo di essere stato l’unico in città quando i concorrenti andavano in senso opposto. Questo mi ha permesso di crearmi uno spazio ed un po’ di notorietà, prima presso clientela over 40, ma da qualche anno anche presso molti giovani a partire dai 16/17 anni. Vendo dal rock tradizionale al grunge al punk al metal, ma anche blues, colonne sonore, ambient ed elettronica, quella vera, non quella che viene spacciata per tale ed è invece solo musica da ballare in discoteca con l’aiuto di qualche, “ pillolina”.
 
Come valuti la situazione attuale dei negozi di dischi a Varese?
 
Triste, molto triste. Oltre il mio, ne conosci altri di pari livello?
 
Come valuti la situazione attuale del tuo negozio?
 
È come se tutte le mattine dovessi alzarmi dal letto per andare a correre una maratona o una corsa ad ostacoli nella speranza di vincerla. Qualche volta succede, altre volte no. Ma si arriva alla fine sempre e comunque esausti.
 
 
 
Quali sono le maggiori difficoltà, oggi, nel gestire questo tipo di esercizio?
 
Quante pagine ho per descriverlo?
 
Come ti relazioni, da negoziante, con la musica “liquida” e con gli acquisti su internet?
 
Per motivi di lavoro ne faccio saltuariamente uso. Qualche cliente prima di acquistare un disco mi chiede cosa ne penso ed è in quel momento che utilizzo internet per farglielo ascoltare, viceversa, dovrei ogni volta sconfezionare un disco sigillato. A parte questo motivo penso tutto il peggio possibile. Ma internet ha alcuni lati positivi, è una terrazza sul mondo intero, e c’è sempre qualcuno che guarda in su e magari si accorge che esisto, e così diventa mio cliente anche se è nel Sud Corea, in California, in Germania, Norvegia etc… Mi è capitato di spedire dei vinili a altre cose particolari in Cile, Australia, Brasile. Questo è anche Internet.   La “grande distribuzione on line” (leggi Amazon) e la musica liquida, invece, in genere sono le principali cause della morte dei negozi di dischi. E non solo quelli.
 
Che tipo di formazione musicale hai avuto?
 
A parte la famiglia e l’ascolto radiofonico di cui ho parlato sopra, sono stati determinanti giornali musicali come Gong, Muzak, Ciao 2001, fonti fondamentali di conoscenza. Poi il relazionarmi ed il confrontarmi con altri appassionati è stato altrettanto importante. Sono poi stato fra i primi collaboratori di Radio Varese, dove iniziai a trasmettere con un mio programma musicale nell’aprile del 1976 ed ho continuato fino al 1989. Un’esperienza incredibile per la mia crescita musicale. Ho avuto anche una breve esperienza come musicista ma la band si sciolse prima di diventare famosa!
 
Quali sono i generi musicali che ti appassionano maggiormente?
 
Prevalentemente rock americano, songwriters e blues, ma anche molto Jazz.
 
Come valuti, nel momento attuale ed in prospettiva, la tua attività?
 
Poco redditizia e mentalmente e fisicamente faticosa per via di cose che con la musica c’entrano poco o niente. Alzarsi al mattino alle quattro, andare a caricare il furgoncino di dischi per arrivare a Verona, Torino o Parma e stare dodici ore in piedi davanti ad un pubblico quasi sempre dal braccio molto corto, e poi rifare tutto all’inverso per rientrare la sera a mezzanotte, letteralmente a pezzi... alla mia età ormai non è per niente divertente. Infatti, ho quasi smesso, dato anche gli scarsi risultati economici. E poi burocrazia, tasse, e tutto quel che ci va appresso, ma comunque sempre meglio che lavorare in miniera…
 
 
 

 

RECORD RUNNERS
Di Massimo Bruno
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